curiosità stroriche padovane  1°

LA SCOLETTA DELLA CARITA'
Luigi Marcantonio

Le scolette erano le sedi, insieme ad alcuni oratori,delle fraglie o confraternite, pie associazioni di laici con un proprio statuto aperte a tutti i cittadini di ogni arte e mestiere e di ogni ceto sociale che a Padova, attraverso le loro numerose attività, svilupparono il culto Mariano o la devozione al santo a cui erano dedicate e portarono avanti nella città una serie di opere di bene.

Le principali erano, la scuola del Santo,l' Oratorio del Santissimo Redentore,la scuola del Carmine, l' oratorio di San Rocco e la scuola della Carità.

Parleremo in particolare della scoletta della Carità una delle più antiche di Padova.

La scuola della Carità è un edificio di origine medioevale, utilizzato fino ai primi anni dell' 800 si affaccia su contrà dei Porteghi alti, ora via S. Francesco, dirimpetto alla chiesa di San Francesco a cui oggi appartiene. Vi aveva sede la Confraternita della Carità, associazione laica votata al soccorso di poveri ed infermi e dotare le fanciulle povere che fiorì con la fondazione dell' ospedale di San Francesco Grande il primo in Padova.

Nel 1419 troviamo la Scuola provvisoriamente alloggiata nelle immediate vicinanze dell' ospedale,
ancora in costruzione e anche della chiesa e del convento di San Francesco anch'esso in costruzione, i lavori erano finanziati dai ricchissimi coniugi Baldo Bonafari da Piombino e Sibilla de Cetto Padovana, che abitavano nelle case di fronte, dove poi sorse l' edificio della scuola.

Si deve ritenere che,alla morte della Sibilla, avvenuta nel 1421, a pochi anni da quella del marito, le case di loro proprietà passassero alla Scuola per cessione testamentaria.

Circa un secolo e mezzo dopo nel 1579, questo locale era così inadeguato alla confraternita ,che si ritenne necessario un radicale lavoro di restauro. Si aprirono delle nuove finestre, che lo inondarono di luce, fu costruito un nuovo soffitto a cassettoni, decorate le pareti con un nuovo ciclo di affreschi di Dario Varotari il padre del Padovanino, illustranti la vita della Vergine, con una peculiarità rispetto alle altre scolette, sempre il tutto ricavato dai vangeli ortodossi e apocrifi ma che tratta solo la vita della vergine senza intrecciarsi alla vita di Gesù. Le scene sono raggruppate in dodici riquadri, è presente un tredicesimo riquadro che raffigura Baldo dei Bonafari e Sibilla da Cetto i fondatori della scoletta dell'ospedale e della chiesa di san Francesco e del convento. Altra bellissima opera e la pala della Vergine con Bambino nello sfondo della sala ,opera del gotico internazionale, quella presente è una copia, si pensava dispersa invece e magicamente ricomparsa nello studio della direzione generale dell' ULS 6 Euganea in via degli Scrovegni. L' edificio è visitabile gratuitamente con le abilissime guide di legambiente.

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